
Il New York Times e il Time hanno due servizi ampi e documentati sulla crisi del rap. Le crifre parlano chiaro: dal 2000 ad oggi le vendite dei dischi rap sono calate del 44 per cento, solo nel 2007 le vendite sono andate giù del 21%. Il mercato del rap rappresenta poco più del dieci per cento del totale in America. E’ la fine di un epoca, di un periodo durato quasi trent’anni, di un genere, di uno stile, di una rivoluzione, che ha cambiato la faccia al mondo della musica, in termini di gusto, di suono, di melodia e di ritmo. Cambiamenti che sono avvenuti sia nel bene (le innovazioni portate dal rap sono evidenti) sia nel male (l’arretramento della cultura afroamericana è visibile a occhio nudo). La certificazione del decesso arriva dopo un lungo periodo di agonia, non escono dischi rap degni di interesse da diverso tempo (eccettuato Kanye West con l’album precedente), mentre in Italia le case discografiche promuovono ora i Fibra e i Marcio che dall’altra parte dell’oceano sono diventati prodotti di nicchia per appassionati.
Riposi in pace il rap, fino a quando non arriverà qualcuno in grado di rimetterlo in vita.
di Ernesto Assante (Repubblica)
Eh va beh, addio rap. Tanto non mi sei mai piaciuto...
p.s. la foto l'ho scattata stamattina dalla finestra della mia camera da letto.
