Gli Atti del suo martirio narrano di una giovane appartenente ad una ricca famiglia del posto, che era stata promessa in sposa ad un pagano. In occasione di un viaggio a Catania, sul sepolcro di Sant’Agata pronunciò il voto di verginità, chiedendo ad Agata di salvare la vita alla madre Eutichia. Al suo ritorno la madre guarì e Lucia distribuì i beni ai poveri e decise di rinunciare al matrimonio. Fu denunciata dal fidanzato al console di Siracusa e sottoposta a diverse torture: rinchiusa in un bordello, trascinata da una coppia di buoi, cosparsa di pece bollente ed infine posta sulla brace ardente. Poiché le fiamme non la bruciavano, le fu tagliata la testa, e così la raffigura Caravaggio in un suo celebre dipinto.
La leggenda di Lucia nasce dal nome connesso con la luce, nome che avrebbe stimolato la fantasia popolare riguardo una tortura avente per oggetto gli occhi stessi, che le sarebbero stati strappati dai carnefici. Lei stessa se li sarebbe rimessi tornando a vedere.
