Sprazzi di lettera al Presidente Napolitano (per leggerla integralmente andate qui):
Egregio Presidente,
sono incinta. Egregio Presidente, ho quasi trent'anni, ho un lavoro, sono sposata e sono incinta. Egregio Presidente, tra un paio di settimane abortirò!! Nonostante la mia non fosse una gravidanza programmata, l'aver scoperto di essere positiva al test mi ha dato un'emozione bruciante, una felicità incontenibile. L'idea di aver concepito un figlio con l'uomo che amo è qualcosa di così forte ed intimo che è impossibile da spiegare.
La verità, mio caro Presidente, è che nonostante sia io che mio marito abbiamo un lavoro, un lavoro che ci impegna 6 giorni alla settimana e che abbiamo trovato dopo infiniti "lavoretti" che definire umilianti e sottopagati è dir poco; ebbene dopo tutto ciò, ad oggi le nostre entrate ammontano a circa 1.300 euro al mese.
Presidente, ora devo scegliere se essere egoista e portare a termine la mia gravidanza, sapendo di non poter garantire al mio piccolo neppure la mera sopravvivenza; oppure andare su quel lettino d' ospedale e lasciare che qualcuno risucchi il mio cuore spezzato dal mio utero sanguinante, dicendo addio a questo figlio che se ne andrà via per sempre!!
Mi risparmi la retorica, perché è l'ultima cosa di cui ho bisogno. Sa benissimo anche Lei che se ad oggi, ad esempio, decidessi di adottare un figlio, nessun Ente mi accorderebbe mai il suo consenso. Nessun assistente sociale affiderebbe a me e a mio marito un bambino e questo perché i nostri introiti verrebbero considerati insufficienti al sostentamento di un'altra persona. Nessuno si sentirebbe di condannare quell'assistente sociale per una scelta di questo tipo, giusto?? Egli sarebbe considerato un professionista attento ai bisogni del minore. E allora mi chiedo e chiedo a chiunque sia pronto a dire che non si dovrebbe mai abortire, perché "se c'è l'amore c'è tutto", io chiedo a queste persone: "Ma hanno forse più necessità i bimbi adottivi rispetto a quelli biologici???"
Ma c'è una domanda, mio caro Presidente, a cui vorrei che Lei rispondesse: PERCHE', per il solo fatto di aver avuto la sfortuna di nascere in questo paese, un Paese che detesta i giovani, che ne ha già ucciso sogni e speranze e che ha già dato in pasto ai ratti le ceneri del loro futuro; ebbene perché per il solo fatto di esser nata qui, ho dovuto rinunciare prima alla mia ambizione a crearmi una carriera soddisfacente, e cosa infinitamente più drammatica, sono costretta adesso a rinunciare al mio DIRITTO ad essere MADRE?????????
Vorrei però aggiungere un piccolo particolare di un'intervista rilasciata dalla signorina.
Le si chiede: "Non ha pensato alla possibilità di farlo nascere e poi darlo in adozione?". Risposta: "Non lo farei mai. Mai, per nessun motivo. Sapere che esiste da qualche parte nel mondo un mio bambino e io non mi occupo di lui sarebbe lo strazio peggiore". AAAAHHHH, che dolore...egoismo egoismo.
Da leggere i commenti del forum, molto più interessanti di questa lettera.
Eccomi rientrata dalla mia trasferta. Lus, sei stata una sostituta eccellente, anche se ricompensata da ben pochi commenti. Ci dobbiamo fare il callo...
A proposito di calli & C., da circa 2 settimane non sento più parte del mio alluce sinistro. E' ancora in trans agonistico dopo i km percorsi al Salone del Mobile. Non mi risponde, lo pizzico e fa l'indifferente. Svegliati, alluce mio, è finita, puoi rilassarti. Altrimenti, se non ti dai una mossa, ti faccio amputare subito. Io un dito spastico come te non lo voglio mica.

Per restare in tema “ambiente”, leggete quest’articolo tratto da corriere.it.
Quelle notti furono relativamente romantiche: a lume di candela sì, ma senza altra colonna sonora in sottofondo che il ronzio dei generatori elettrici. Eppure nove mesi esatti più tardi l'anagrafe avverte: è arrivata la «Generación off», i figli del blackout che tra il 16 e il 22 luglio dell'anno scorso, quasi paralizzò Barcellona. Quasi.
Demografi e sessuologi sono riluttanti ad avvalorare la tesi di tanti «incidenti», nel buio complice di palazzi rimasti senza ascensore, senza tivù, senza aria condizionata. Però i registri dei reparti maternità negli ospedali di Barcellona segnalano tutti un picco di nascite, mediamente il 7 per cento in più del normale, proprio allo scadere delle fatidiche 40 settimane dal grande apagón che provocò una crisi tra la Catalogna e il governo centrale, nella persona della ministra delle Infrastrutture, Magdalena Alvarez. Ma riavvicinò molte coppie.
I genitori di Isabela, nata il 15 aprile all'Hospital di Sant Pau della capitale catalana, non faticano a confermare i sospetti: beh, effettivamente, se non fosse stata per quella forzata reclusione all'ottavo piano di un condominio di Sant Martì, forse lui, Ricardo, 33 anni, idraulico, sarebbe uscito per andare a riparare qualche rubinetto in più e lei, Janet, sarebbe andata a fare qualche commissione. Sette giorni senza corrente elettrica sono lunghi e parchi di distrazioni, ma non sempre inutili. Almeno dal punto di vista della neonata, che pesa 4 chili e mezzo, misura 52 centimetri e, più degli altri suoi simili, sembra piuttosto infastidita dalla luce artificiale.
La nursery Vall de Hebron, sempre a Barcellona, non ha più un lettino libero: le 66 culle occupate nella settimana tra il 9 e il 15 aprile, la 38ª dal blackout, sono diventate 98 nei sette giorni successivi. Un overbooking imprevisto e insolito per la stagione. Psicologi consultati dai quotidiani catalani riconoscono che in momenti disgraziati, come fu vissuto dagli abitanti di Barcellona il gigantesco guasto energetico, la specie umana si sente particolarmente incline alla riproduzione e citano dati provenienti dagli Stati Uniti e relativi all'inizio dell'estate 2002, nove mesi dopo l'11 settembre.
È vero anche che il tasso di natalità, in Spagna, è in leggera ripresa grazie all'apporto degli immigrati: «Eravamo diventati il paese dell'Europa dei 15 con il più basso tasso di fecondità — informa l'eurodeputata socialista Elena Valenciano —, con un indice di 1,2 figli per donna. Ora siamo già risaliti a 1,7». Il merito, naturalmente, non è tutto di Barcellona che contribuisce, più che altro, al mito del potenziale erotico di un cortocircuito. Al momento, nove mesi fa appunto, questo aspetto fu del tutto sottovalutato: 350 mila persone furibonde reclamarono i danni, la testa del ministro e quelle di tutti i dirigenti delle due principali compagnie elettriche che si palleggiarono a lungo la responsabilità. Negozi, supermercati, bar, ristoranti furono costretti a buttare tonnellate di cibo andato a male. Si formarono associazioni di vittime del blackout, assistite da stuoli di avvocati. Ora toccherà ai sindacati delle ostetriche battersi per il pagamento degli straordinari.

Oggi si festeggia la Giornata Mondiale della Terra, Earth Day.
La ricorrenza fu suggerita per la prima volta dal giornalista americano John McConnel e, nel 1970 Gerald Ford, allora membro della Camera dei Deputati proclamò la Giornata della Terra come una festività. Giunta alla sua 38ma edizione sarà celebrata in 174 paesi del mondo e quest’anno l’iniziativa si svolgerà con particolare attenzione alla componente ambientale, perché a preoccupare sono il 70% circa dei grandi ghiacciai che si stanno sciogliendo, l’innalzamento di oltre un metro del livello dei mari previsto dagli scienziati dell’Intergovernemental Panel on Climate Ch’ange (IPCC), l’incremento delle precipitazioni nell’emisfero Nord e l’aumento della siccità nei paesi del sud del mondo.
Per non parlare delle risorse alimentari oggi già compromesse da politiche che favoriscono la coltivazione di biocombustibili che rubano terra al grano e al riso. Per usare le parole di Barry Commoner, la Giornata Mondiale della Terra è, in qualche modo, il giorno in cui l’uomo fa pace con il pianeta su cui vive.
In Italia, per l’occasione, Wwf e Greenpeace hanno lanciato uno spot prodotto da Mediaset, dal titolo «Concentra l’energia in gesti intelligenti», in onda a partire da oggi e fino a sabato 26 aprile. Lo spot mostra come, attraverso semplici abitudini quotidiane, si possa ridurre il consumo globale delle risorse, mettendo in particolare rilievo i piccoli gesti domestici che possono fare la differenza: spegnere la luce quando si esce da una stanza; non lasciare rubinetti aperti; preferire la doccia al bagno per risparmiare fino a 100 litri d’acqua; non bollire l’acqua più del necessario; non lasciare elettrodomestici in stand-by; preferire lavaggi a pieno carico.
Provate a fare questo test... io sono risultata VERDE SMERALDO!!!

NOI CHE...
Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede
cresceva.
Noi che chi lasciava la scia più´ lunga nella frenata con la bici era
il più´ figo.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello perchiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e
poi la bella della bella..
Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' e conoscevamo tutti i personaggi a
memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città .. (e la città con la D
era sempre Domodossola).
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album
Panini.
Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.
Noi che ci divertivamo anche facendo '1,2,3 Stella!'.
Noi che giocavamo a 'Merda' con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava
riavvolgere il nastro con la bic.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!!
Noi che 'Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe
piu forte di Holly e Mark Lenders...'
Noi che guardavamo ' La Casa Nella Prateria', 'Candy Candy' e 'Giorgie'
anche se mettevano tristezza.
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o un
francese, un tedesco e un italiano.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della
Coca Cola con l'albero.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a
dormire tardissimo.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e
più´ era rosso più´ eri figo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre
sorridenti.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in
tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa
era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca ritagliando "Le mie ricerche", mica su Google.
Noi che il 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere il
latte alla mattina.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però" sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM
BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.
Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween.
Noi che a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda.
Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale
di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.
Noi che all'oratorio le caramelle costavano 50 lire
Noi che si suonava la pianola Bontempi.
Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost , la Williams
Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini !!!!!
Noi che la merenda era la girella e il Billy all'arancia
Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la
sigla della provincia in arancione!!
Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari
Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars
Noi che giocavamo col Super Tele perchè¨ il Tango costava ancora 5
mila lire e.. 'stai sicuro che questo non vola...'
Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire.
Noi che avere un genitore divorziato era impossibile
Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli
delle femmine e sui muri.
Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu,nero,argento e verde con
l'interno arancione e i miniciccioli nel taschino.
Noi che se eri bocciato in 3a media potevi arrivare con il Fifty ed
eri un figo della Madonna!!!
NOI CHE SIAMO QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E
SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO

L'effetto è comunque esilarante.
da corriere.it

ALTRE PERFORMANCES - Milano non è nuova a queste performances: per esempio, il 23 giugno dell'anno scorso c'è stata una battaglia di cuscini al quartiere Isola (vai all'articolo) e il 7 luglio alcune ragazze si sono sfilate le mutandine in piazza Duomo per l'evento «Bottomless People» (guarda le foto).Ormai gli appassionati si sono dati un regolamento: il «pillow fight» (battaglia di cuscini), per esempio, è ormai un tipo di performance consolidato e distinto dal flash mob.
da corriere.it

sabato scorso ho cucinato questa quiche... purtroppo non ho avuto modo di assaggiarla, ma mi hanno detto che il risultato è stato ottimo!!!
Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia, 3 uova, 4-5 cucchiai di latte, 150-200 gr. di mozzarella (preferibilmente di bufala), 1 melanzana, 5-6 pomodorini ciliegia, 2 cucchiai di parmigiano, q.b. di sale e pepe.
Preparazione:
grazie a dolceviola
lavate e asciugate la melanzana, dividetela a metà, tagliatela a fettine sottili e cuocetele sulla griglia o su una piastra elettrica per circa 1 minuto per lato, salatele leggermente dopo la cottura. Lavate e affettate i pomodorini e tagliate a fette sottili la mozzarella, in una ciotola sbattete le uova con il latte, il parmigiano e q.b. di sale e pepe. Stendete la sfoglia lasciandola sulla sua carta e mettetela in una teglia di circa 26 cm. di diametro, ripiegate i bordi della pasta sfoglia verso l'interno formando un cordoncino, disponete a raggiera le fettine di melanzane alternandole con le fettine di mozzarella sgocciolate, chiudete il centro con le fettine dei pomodorini (come in foto), versatevi sopra le uova sbattute e cuocete in forno preriscaldato a 180°-200° per circa 25 minuti. Lasciate riposare e servite.

marta, lo so che questo video ti farà un pò impressione...
mia sorella è andata a fare l'immersione con gli squali... ma non ne ha visto neanche uno e mi ha detto che anzi, è morta congelata....
in compenso, leggete quest'articolo..
:-(