Stasera grande concerto dei RED HOT CHILI PEPPERS a Udine!
DOMANDA APERTA:
Cosa avreste voluto fare da grandi?
Io ho sempre sognato di:
- fare l'addestratrice di delfini in un parco acquatico
- fare l'addestratrice di cani o aprire un allevamento
- lavorare in uno zoo
- lavorare in una redazione di un programma televisivo
- lavorare per una radio
- avere una bellissima voce e fare la cantante

Meglio amici lontani o vicini? A volte, meglio lontani. È vero. Si perdono le chiacchiere, la routine, il fare la spesa insieme, andare al cinema e cose così. Tutto rimane eccezionale. Quando ci si vede due volte all’anno e per poco tempo, si acquisisce una certa abilità nell’andare subito diritti al sodo, saltare i convenevoli e le divagazioni. Le bugie si impadroniscono dei rapporti quotidiani, ma quelli a distanza si nutrono di lampi di assoluta sincerità. “Ti piace il lavoro che fai? Davvero vuoi vivere qui? Lo ami ancora? Sei felice?” E la vita è lì davanti che aspetta solo di essere capita, sbrogliata, afferrata. In un attimo veloce. Prima di ripartire, salutarsi di nuovo, e proiettarsi nel futuro ad occhi aperti e pugni stretti.
In qualche modo, vivere in una città nuova, in un paese diverso non è così facile. Una volta passata l’ebrezza del nuovo, rimane il vuoto che lasciano gli spazi in cui non hai legami. Eppure quelle esperienze fuori casa, sono state le più belle della mia vita. Le più dolorese e sofferte forse, ma quelle che mi hanno cambiato. Forse addirittura migliorato. Non occorre andare lontano. Anche Milano non è la mia città. Settimana dopo settimana, mese dopo mese, le cose acquistano un perché. Il bar dove vado spesso, il supermercato, il negozio di fiori sotto casa, il ristorante, il parchetto dei cani dove passo con la bici, un conoscente in più. Nasce una geografia di conoscenze, e piccoli affetti quotidiani. La città assume sembianze meno misteriose. Ci si fa una routine che aiuta a rendere le cose meno estranee. Ma quello che manca è una storia. Un ricordo. Un senso a dei luoghi che non parlano da soli ma solo attraverso le persone, le cose vissute. Iniziare a vivere in un luogo che non è quello dove siamo cresciuti, non è facile. Divertente sì, stimolante anche. Ci si sente piccoli guarrieri in una terra sconosciuta. Zainetto in spalla, berretto calato, abbigliamento comodo. Ma allo stesso tempo è difficile dare un senso, perché mancano sentimenti ed emozioni legati ai luoghi. Allora bisogna crearli da zero. Trovare storie che non c’erano, scriverle da capo. Vere o finte non importa. In una città nuova bisogna immaginare molto. Per sopperire alla mancanza di storia personale.

Vi presento il mio nuovo amico. Non so esattamente come si chiami, ma io lo chiamerò Ted. Mi piace il nome Ted. Ted è un graphic designer di Baltimora, e ha aperto da soli 4 giorni un blog molto carino che sta già facendo parlare di sè. Essendosi reso conto di avere una valanga di magliette, ha deciso di fotografarsi ogni giorno per un anno con una maglietta diversa. Volendo, potete inviargli una maglietta e lui si farà la foto e metterà il vostro link. Non so quanto alla fine annoierà questa cosa (365 Ted forse sono un pò troppi) ma l'idea è originale.
TED DOVE SEI??? WHERE ARE YOU?? PLEASE WRITE ME A COMMENT AND LEAVE US YOUR REAL NAME!
Bene, calcolando il fuso orario, dobbiamo aspettare ancora un pò per ricevere visita da Ted...ma sono sicura che arriverà!
AGGIORNAMENTO SU TED!
Tornate a guarda il sito di Ted. Oggi, oltre ad avere una coloratissima nuova t-shirt, il mio caro amico Ted ha scritto su di me! Giuro, a circa metà post di oggi, c'è il mio nome e il link al mio blog! Stiamo facendo progressi da gigante! Diventeremo famosi negli States! Sciao beli, buon week end!

C'è questa foto del nuovo catalogo Ikea che sta facendo divertire mezzo mondo. Non so in quanti blog l'ho trovata! A prima vista è una foto ordinaria, la bella famigliola spaparanzata su letto ikea, lenzuola ikea, cuscini ikea...ma c'è qualcosa che sfugge ad un'occhiata veloce...Il cane: brut l'è brut, ma non è quello che ci interessa. E' superdotato! Ma non ci credo!!!!

Gaydar, ovvero gay+radar: l’abilità innata di un omosessuale di riconoscerne un altro. Sul New York Magazine c’è un articolo (in inglese) molto interessante che parla di una nuova ricerca, basata sulle caratteristiche fisiche, che ipotizza che l’orientamento sessuale sia un fattore biologico.
Vengono portati ad esempio diversi tratti che accomunerebbero gay e lesbiche, differenziandoli dagli eterosessuali. Sembra infatti che una percentuale maggiore di omosessuali abbia la rosa dei capelli in senso antiorario. Altro fattore, la densità delle linee nelle impronte digitali del pollice e del mignolo sinistro: le avrebbero più fitte gay e donne eterosessuali.
Continuando con le mani, c’è il 50% in più di possibilità che gay e lesbiche siano mancini rispetto a uomini e donne eterosessuali. E ancora, la lunghezza dell’indice (sempre della mano sinistra) rispetto all’anulare. Gli uomini eterosessuali hanno tendenzialmente l’indice più lungo; per le donne etero le misure invece sarebbero più o meno identiche; per gay e lesbiche è l’anulare ad essere più lungo dell’indice. Con una variante: le lesbiche butch, pare abbiano le stesse caratteristiche degli uomini etero.
Infine la voce: in un test nel quale a persone di diverso sesso ed orientamento sessuale sono stati fatti ascoltare nastri con delle voci, il 75% dei soggetti ha riconosciuto le voci appartenenti ad individui omosessuali dal tono della voce.
La ricerca è seria, anche se è evidente che alcuni risultati sono soltanto coincidenze. A questo punto però, come scrive David France, autore dell’articolo, ci potrebbe essere il rischio di studiare tali caratteristiche direttamente a livello fetale e quindi, potenzialmente, prevenire l’omosessualità.
via Frizzifrizzi