venerdì, 30 marzo 2007

Molto carina questa pubblicità del WonderBra, devo dire che rende l'idea!

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giovedì, 29 marzo 2007

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Una nuova speranza per le donne. Si chiama Gardasil ed è un vaccino contro il tumore al collo dell’utero. Un prodotto innovativo, che può essere assunto da bambine e adolescenti tra i 9 e i 15 anni e donne tra i 16 e i 26 anni. Il vaccino, che è stato sperimentato anche al Sant’Andrea e al Regina Elena, è già disponibile in farmacia, mentre entro la fine del 2007 sarà somministrato gratuitamente a tutte le dodicenni.
«Questa nuova risorsa - ha spiegato l’oncologo Umberto Veronesi - è ancora più importante, se si considera che circa il 20 per cento dei tumori è causato da agenti infettivi. Il vaccino sarà fondamentale nei Paesi in via di sviluppo e rappresenta un grande passo avanti per le donne, ma anche per l’oncologia, perché darà un nuovo impulso alla ricerca virologica».
È importante sottolineare che il vaccino non riduce l’importanza del Pap test, che anzi rimane strumento fondamentale per verificare e prevenire l’insorgenza di tumori. Gli specialisti piuttosto segnalano che in alcune regioni lo screening di massa è ancora poco diffuso, invitando a sottoporsi a controlli accurati.
Nel Lazio, ogni mese, 27 donne si ammalano di tumore del collo dell’utero e 13 muoiono. Secondo le stime più recenti il Lazio è la terza regione italiana per numero di nuovi casi (319 ogni anno), mentre è al secondo posto, dopo la Lombardia, per numero di ricoveri legati al cancro alla cervice. Non è un caso, dunque, che una cospicua parte della sperimentazione sul Gardasil sia stata effettuata proprio a Roma. L’appello dei medici alle giovani donne è di assumere il vaccino, preferibilmente, ma non necessariamente, prima dell’inizio dell’attività sessuale.
Attualmente il vaccino è disponibile in 26 Paesi in Europa e in 55 in tutto il mondo, ma è l’Italia la prima nazione in cui si è deciso di distribuirlo gratuitamente (per ora, come già detto, solo alle dodicenni, ma in futuro anche ad altre fasce d’età). In farmacia costa 188,15 euro a dose e il ciclo di somministrazione consta di tre dosi.

Fonte: il Giornale.it

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papero

Strip di Quiff!

«Non ha imparato la lezione della vita chi non vince una paura ogni giorno.»
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martedì, 27 marzo 2007

kissROMA - Commette violenza sessuale chi tenta di riconquistare l'ex fidanzata tentando di baciarla sulle labbra. Lo sottolinea la Cassazione, che ha confermato la condanna a un anno e due mesi di reclusione nei confronti di un fidanzato respinto che dovrà anche risarcire, con cinquemila euro, l'ex ragazza che non aveva gradito il tentativo di riavvicinamento. I supremi giudici affermano che "nella nozione di atti sessuali si devono includere non solo quelli che involgono la sfera genitale, bensì tutti quelli che riguardano le zone erogene su persona non consenziente".

Per i supremi giudici è "vietato" (dalle norme sulla violenza sessuale), "qualsiasi comportamento (addirittura anche se non esplicitato attraverso il contatto fisico diretto con il soggetto passivo) che sia finalizzato ed idoneo a porre in pericolo il bene primario della libertà". In proposito - con la sentenza 12425 della terza sezione penale - la Cassazione osserva che "il riferimento al sesso non deve limitarsi alle zone genitali, ma comprende anche quelle ritenute dalla scienza non solo medica, ma anche psicologica e sociologica, erogene, tali da essere sintomatiche di un istinto sessuale". Tra i comportamenti puniti "va ricompreso anche il mero sfioramento con le labbra sul viso altrui per dare un bacio, allorché l'atto, per la sua rapidità ed insidiosità, sia tale da sovrastare e superare la contraria volontà del soggetto passivo".

 Il caso affrontato dalla suprema corte riguarda il bacio sulle labbra dato da un albanese di 30 anni Florian Q. alla sua ex ragazza, Anna F. che lo aveva lasciato. Il ragazzo era andato sotto l'abitazione della giovane per chiederle di tornare insieme a lei. Al rifiuto di Anna, il ragazzo aveva iniziato ad agitarsi, aveva buttato a terra una bicicletta, poi, tentando il tutto per tutto, aveva afferrato Anna baciandola sulla bocca. In primo grado era scattata la condanna emessa dal tribunale di Belluno il 23 febbraio 2005, confermata in seguito dalla Corte d'appello il 10 marzo 2006 e ora anche dalla Cassazione.

Fonte: Ansa.it

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mercoledì, 21 marzo 2007

cow
INDIA. UNA MUCCA CARNIVORA FA SENSAZIONE NEL BENGALA

Calcutta, 8 mar. (Ap) - Un vitello carnivoro non si era mai visto, e il primo a restare sgomento - racconta uno dei tanti curiosi accorso a verificare, mostrando un filmato del pasto del bovino - è stato il suo proprietario: un contadino di un villaggio del Bengala occidentale che, deciso a catturare l'animale colpevole della sparizione dei suoi polli, ha scoperto che non si trattava nè di cani selvatici nè di sciacalli.

Ad aver deciso di cambiare dieta è stato infatti il suo vitello. Moloy, il contadino, l'ha colto in flagrante: svegliatosi all'alba per catturare il predatore, ha assistito all'uscita dalla stalla, alla caccia e poi alla fine della gallina.

Moloy, che continua a veder decimato il suo pollame, ha in compenso acquistato la celebrità. La sua fattoria di Chandipur è diventata un luogo d'attrazione, e il vitello una presenza costante sugli schermi della televisione statale del Bengala.

Chi continua a restare sconcertato è il veterinario del posto: "Non avevo mai letto nè sentito di mucche che diventano carnivore", dice Mihir Tripathy. E cerca di appoggiarsi alle sue certezze: "Mangiano erbe o altri cibi vegetariani. Niente pesce o altro che non sia vegetariano".
Fonte: Alice News

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martedì, 20 marzo 2007

gettheglass

Ho scovato questo sito stupendo. E' un gioco bellissimo, purtroppo in inglese, dove bisogna aiutare la famiglia Adachi ad arrivare al bicchierone di latte. Sono però ricercati dalla polizia, che li insegue e che cerca di proteggere il bicchierone. Se venite beccati dalla polizia sarete portati direttamente a Milkatraz, la prigione, da cui però potrete evadere.
Io non sono ancora riuscita a bere il latte, sono finita in prigione almeno 10 volte. Provate anche voi, è fatto benissimo.
Ecco il sito: Gettheglass

postato da: martyna25 alle ore 10:25 | link | commenti (4)
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giovedì, 15 marzo 2007

kinder_poussin
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mercoledì, 14 marzo 2007

coca

DRUG
di Gianni Bertasso - DA LEGGERE TUTTO!

Botte, cocaina, teppismo, bullismo, noia, violenza: come il cibo e la moda anche questo mondo è trasversale e nazionale. Milano come Catania, scontri duri tra bande e tra bande e polizia, senza motivo, risse violente create di per sè, come necessaria adrenalina per vivere in questo mondo schifoso, sia per chi abita nel comodo alloggio borghese di Milano dove vive facendo finta di studiare, che per chi dorme e mangia in qualche precario basso del sud, letto e cucina confinanti, niente in vista, nè lavoro, nè studio, solo malavita. Sono i ragazzi, i ragazzini sotto i 20 anni e i grandi sopra i 20, sono gli hooligan della notte che arrivano dal centro e dalla periferia per fondersi in risse davanti alle discoteche più in, dove droga, alcool e ceti sociali diversi, dal figlio di professionisti al garzone di macelleria, innestano protesti per furibonde battaglie contro se stessi e contro la polizia, in parallelo alle botte armate che gli ultras da stadio preparano e realizzano con catene, spranghe, mazze e fionde anche qui contro "gli altri" e contro la polizia, pagata per un mese quanto loro spendono in tre giorni.
Dice una borghese mamma milanese: "Ma di quali dementi sono madre? Di due che si stracannano dalla mattina alla sera e non hanno valori. Convinti che tutto sia loro dovuto. Non riescono a finire le superiori perchè sono stati bocciati, e già parlano di Bocconi. Nella testa hanno il denaro facile, le apparenze. Non mi meraviglio che girino queste bande di pericolosi pirla". Aggiunge il sociologo: "C'è una carica di aggressività fortissima da parte dei figli del benessere. I cosiddetti inclusi o fighetti. Sono loro i nuovi teppisti, non più gli emarginati. Sono annoiati, hanno tutto e hanno avuto anche troppo. Spacciano e picchiano perché la violenza diventa un condimento della vita. Una vita insoddisfacente, certo. Però un conto è la sfida, la loro, e un conto è come nei casi degli emarginati delle periferie, la protesta. Questi giovani di ceto medio-alto sono più pericolosi degli emarginati. Non hanno più barriere nè freni inibitori. Tirano cocaina perché è una droga ricreativa sociale che non sporca e non emargina".
Non sporca e non emargina come bene insegna il "gigantesco consumo di droga" italiano che a Milano è diventato moda. Spiega un esperto: " A Milano c'è sicuramente uno dei maggiori consumi di cocaina d'Italia. Da alcuni anni, qui la cocaina non è più considerata una droga ma semplicemente una moda. Come indossare una bella T-shirt o un paio di scarpe giuste, ma anche tenere la pancia scoperta e mostrare le mutande fuori dai pantaloni: gli adolescenti sedicenni la vivono così la cocaina. Un dramma". Cocaina, ecstasy, speed, acici. Dice un buttafuori: "Minacciano perché sono strafatti di bamba". E poi i costi e le tariffe di questo doping quotidiano che investe ormai padri e figli. "La cocaina per i vip e le modelle viaggia sui 300 euro al grammo, ma quella destinata ai ragazzini non supera i 30-40 euro al grammo, una dose sufficiente per tre-quattro buone piste".
Droga e botte. "E' divertente fare a botte, siamo pieni di alcool" racconta un diciassettenne, "in discoteca uno beve, qualcuno ti spinge, ti convinci che lo ha fatto apposta. Non capisci più niente. A quel punto chiami gli amici e scoppia la rissa. Le prendi e le dai. Certo è bello quando sei due contro due. Un pò meno bello quando sei quaranta contro quaranta. Ma a quel punto sei in ballo e non puoi tirarti indietro".
Davanti a questa violenza nuova e quotidiana, adesso sediamo a vedere in passerella il lavoro dei nostri stilisti che ci presentano il loro ideale di bellezza dedicato al simbolo del mondo di oggi, la Donna. A Lei, che vorremmo vedere più partecipe del ritorno alla vita dall'inferno mentale di oggi, alle ragazze che vedono i loro ragazzi affrontarsi a calci e pugni senza motivi nelle lunghe serate di divertimento perduto, chiediamo aiuto. Non ci piace leggere che durante una rissa "le ragazze guardavano nemmeno troppo spaventate, di certo non stupefatte". Meglio stupirsi, meglio spaventarsi, meglio non frequentare, meglio non esserci, perchè è dalla Donna, forte, significativa intelligente protagonista della nostra quotidianità che il mondo può cominciare a cercare di nuovo se stesso, dentro e non fuori di sè.

postato da: martyna25 alle ore 11:52 | link | commenti (5)
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martedì, 13 marzo 2007

squalo

I miracoli di Photoshop...

postato da: martyna25 alle ore 14:29 | link | commenti (1)
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giovedì, 08 marzo 2007

mimosa.2
Napolitano: perché cessino gli abusi sulla donna le leggi non bastano
ROMA - Bisogna combattere ogni discriminazione nei confronti delle donne, ma le leggi, per quanto fondamentali, non bastano, serve una svolta culturale e di rispetto. Ne è convinto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che, parlando al Quirinale, in occasione della Festa della Donna, ha spiegato che «dobbiamo attrezzarci a combattere discriminazioni piccole e gravi, violente minori e maggiori».

«Perché la situazione cambi, perché le donne godano davvero di pari opportunità - ha detto Napolitano davanti ai ministri Pollastrini, Fioroni e Mussi -, perché cessino sfruttamenti e violenze, è necessario un robusto tessuto normativo. E tuttavia le leggi come sappiamo sono essenziali ma non bastano. È indispensabile un impegno collettivo, un impegno fortissimo di educazione, fin dai primi gradi del sistema d’istruzione, al rispetto della donna, alla cultura della non violenza, al principio della parità».

«La discriminazione sul lavoro, riguardo la quale si registrano solo deboli segnali di miglioramento, non è purtroppo la sola ragione di preoccupazione», quando si considera la situazione femminile in Italia. Esiste il «grave e intollerabile fenomeno della violenza sulle donne».
Il capo dello Stato ha puntato il dito contro le «violenze sessuali, fisiche, psicologiche» che «spesso hanno come autori partner e persone conosciute dalle vittime».
Non a caso questa mattina il presidente ha insignito con le massime onorificenze della Repubblica anche la fondatrice di Telefono Rosa e una suora impegnata a strappare dal marciapiede le giovani prostitute spesso extracomunitarie. Per combattere questa piaga sociale bisogna operare con largo anticipo, «fin dai primi gradi del sistema di istruzione». Infatti «è indispensabile un impegno collettivo e fortissimo di educazione al rispetto della donna, alla cultura della non violenza, al principio della parità». Se non si crea «innanzitutto fra i ragazzi, tra i giovani, nelle scuole e nel Paese un nuovo costume civile, la battaglia della sicurezza e dignità delle donne non può essere vinta».
Fonte: Lastampa.it
postato da: martyna25 alle ore 15:01 | link | commenti (1)
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