
http://apeindiana.blogspot.com/
Oggi non ne va bene una...volevo mettere una bella foto per festeggiare il compleanno di ieri della nostra psicologa, ma splinder non funziona.
Cara Clò, spero che questo compleanno ti abbia portato tanta tanta felicità e soddisfazioni!
Tanti Tanti Tanti Auguri (un pò in ritardo)!!!!!!
Sei un personaggio famoso o facoltoso? La probabilità di ricevere una laurea honoris causa è pari a quella di trovare una sorpresa in un pacco di patatine. Cento titoli nel giro di sei mesi: tanti ne sono stati assegnati dagli atenei italiani. E il ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi non ha digerito la cosa. Teme infatti che il titolo accademico venga svalutato. Ma dai? Noi ce n’eravamo accorti ai tempi della laurea in Scienze della Comunicazione conferito dall’Università di Urbino al pilota Valentino Rossi.
Ok, gli atenei fanno attività di p.r. scegliendo personaggi famosi, e "ricompensano" col il pezzo di carta i propri sponsor o benefattori che dir si voglia. Il dubbio è che forse qualche volta esagerano un po'.
Rispolveriamo qualche nome di "dottori vip", oltre a Rossi:
- Alberto Sordi, Scienze della comunicazione
- Francesco Guccini, Pedagogia e Scienze della Formazione
- Paolo Conte, Lettere Moderne
- Riccardo Muti, Lettere e Filosofia
- Dario Fo, Arti e Scienze dello spettacolo
- Piero Angela, sei lauree honoris causa
- Alberta Ferretti in Conservazione dei Beni Culturali
- Roberto Benigni, Lettere e Filosofia
- Marco Tronchetti Provera, Relazioni Pubbliche e Ingegneria
- Lucio Dalla, Disciplina delle Arti Musica e Spettacolo
- Vasco Rossi, Scienze della Comunicazione
- Arrigo Sacchi, Scienze e Tecniche dell’Attività Sportiva
Vi risparmio la lista infinita di politici insigniti gratuitamente del titolo. Ma sappiate che oltreoceano, l'università di New York ha pensato bene di far diventare dottore Franco Califano. I prossimi? Io scommetterei su Simona Ventura e Afef.
(tratto da blogghissimo)
Un applauso a Mentana per aver ritirato il suo Matrix dalla candidatura ai Telegatti (vistosi in gara con Lucignolo....)
Matrix, la trasmissione d'attualità di Canale 5, si chiama fuori dalla gara per il Telegatto nella categoria "Approfondimento e informazione", dove era stata inserita nella terna da cui sarà scelto il vincitore. "Da ormai 15 mesi - spiega il direttore Enrico Mentana - Matrix fa parte di un panorama informativo che sulle varie reti si articola in un'offerta estremamente competitiva. Solo per citare alcuni titoli, da Porta a Porta a Otto e Mezzo, da Ballaro' all'Infedele, da Anno Zero a Report. Pur comprendendo la logica delle votazioni popolari, non mi pare giusto che nessuno di questi programmi sia stato reputato degno di competere per i Telegatti, dove invece figurano - insieme a Matrix - due trasmissioni pur apprezzabili come 'Lucignolo' e 'Le invasioni barbariche'." "Ritengo - conclude Mentana - quindi doveroso ritirare il programma che ho creato con Davide Parenti dalla competizione, alla quale auguro comunque il massimo successo".(Dagospia)

Presepio Imminente
Si dice che a Natale tutti quanti sono buoni
Chi fa l’albero, Chi fa il presepio
È la notte di Gesù
Per fare un bel presepio ti ci vogliono i pastori, una capanna, Giuseppe e Maria ed il
piccolo Gesù
Per esempio un bel presepio
può costarti una fortuna
se ci metti l’asinello con il bue riscaldante
Sta scendendo già la neve
Buon Natale a tutti quanti
Rottamate il vecchio bove
e passate al riscaldante
Il presepio è fantasia
ma ti costerà una follia
Perché un bove riscaldante
costa veramente tante
(Coro)
Presepio imminente
arrivano i tre Re Magi
guidati dal GPS
Donatori di doni regali
Ma la mirra che cos’è?
Gomma resina aromatica
estratta da un arbusto del genere combifora famiglia busseracee
che è usata dai Re Magi e nelle imbalsamazioni
Sta scendendo già la mirra
sulle mummie del presepio
non ti avevo ancora detto
l’ho ambientato nell’antico Egitto
Una mummia fa il pastore
l’altra mummia fa il pescatore
una mummia fa il laghetto
sono mummie molto brave
ma hanno un piccolo difetto … questo:
gli dai un dito e ti prendono un braccio
lo nascondono nel muschio
e lo devi ritrovar
Non perdere la calma, tieni conto che è una mummia
e se non ritrovi il braccio chiama il numero verde
"Pronto, qui emergenza mummie, dica..."
"Non ritrovo più il mio braccio!"
"Capisco, gliel'ha nascosto dentro al muschio, immagino..."
"Ma... scusi come fa a saperlo?"
"Siamo l'Emergenza Mummie, vuole che non so certe cose?!
La saluto, buon Natale!"
"Sì ma adesso come faccio?
Chi me lo riattacca il braccio?"
(Coro)
Sta scendendo già l’incenso
È una Natale molto intenso
Sta scendendo pure l’oro
Buon natale tutti in coro
Sta scendendo già la mirra
io ci metterei la firma
Sta scendendo anche l’effetto
delle benzodiazepine
che il dottore mi ha prescritto
(Coro)
Guarda che Presepio Imminente ….


Siamo tornati da un viaggio bellissimo, pieno di colori, sole, profumi e sapori! Un viaggio che ha lasciato in me la sensazione di tranquillità degli africani, "pole pole" come dicono loro (piano piano). E allora, piano piano, lascerò nel blog accenni e immagini di una vacanza che non può che aver cambiato le anime di chi l'ha vissuta.
Anime arricchite dall'immensità della natura, dall'amicizia, dalla consapevolezza delle nostre grandi fortune, dalla compassione e generosità verso un popolo povero e nudo.


Gli Atti del suo martirio narrano di una giovane appartenente ad una ricca famiglia del posto, che era stata promessa in sposa ad un pagano. In occasione di un viaggio a Catania, sul sepolcro di Sant’Agata pronunciò il voto di verginità, chiedendo ad Agata di salvare la vita alla madre Eutichia. Al suo ritorno la madre guarì e Lucia distribuì i beni ai poveri e decise di rinunciare al matrimonio. Fu denunciata dal fidanzato al console di Siracusa e sottoposta a diverse torture: rinchiusa in un bordello, trascinata da una coppia di buoi, cosparsa di pece bollente ed infine posta sulla brace ardente. Poiché le fiamme non la bruciavano, le fu tagliata la testa, e così la raffigura Caravaggio in un suo celebre dipinto.
La leggenda di Lucia nasce dal nome connesso con la luce, nome che avrebbe stimolato la fantasia popolare riguardo una tortura avente per oggetto gli occhi stessi, che le sarebbero stati strappati dai carnefici. Lei stessa se li sarebbe rimessi tornando a vedere.
Il panorama che emerge dall'indagine dell'Ires- Cgil sul mondo del lavoro...
Il 35% dei lavoratori non arriva alla soglia dei tre zeri al mese. Un miraggio per quasi la metà delle lavoratrici dipendenti e parasubordinate.
Una triste realtà per oltre un terzo dei lavoratori italiani.
I lavoratori italiani, soprattutto quelli che vivono e lavorano nelle regioni del Nord, rinunciano sempre più alla carriera unica a favore della mobilità, e quindi della flessibilità.
Secondo la ricerca il 68,6% degli intervistati guadagna al massimo 1.300 euro netti mensili; il 35% meno di 1.000 (il 49% tra le donne).
E se la busta paga "standard" è di 1.109 euro, un lavoratore del Mezzogiorno guadagna 960 euro al mese, una donna solo 910, un immigrato 881, un lavoratore di una piccola impresa 879, un atipico 809.
Si finisce con lo stipendio di un giovane tra i 15 e i 24 anni di età, che si deve accontentare in media di soli 788 euro, il -28,9% in meno rispetto alla pur bassa media generale.
E i "ricchi"? Nel campione dello studio Ires, il 14,8% degli intervistati riceve una retribuzione tra 1.300 e 1.500 euro; soltanto il 16,6% supera i 1.500 euro al mese.
La conseguenza, è che più della metà degli italiani riesce a stento a garantire condizioni materiali di base per se stessi e per le persone a proprio carico.
Il reddito unico non basta più: per questo tanti ricorrono al lavoro extra e il lavoro della donna, anche se pagata meno rispetto all'uomo, è fondamentale per far quadrare il bilancio familiare.
La ricerca smentisce la fama che vede gli italiani come un popolo di fannulloni: il 60% dei lavoratori dipendenti lavora di fatto oltre le 40 ore contrattuali, ben il 22% anche oltre le 45 ore settimanali.
Ma quello che emerge e che colpisce soprattutto i giovani è il dispendio del capitale umano. Per il 44 per cento dei lavoratori la formazione scolastica non è importante per il lavoro svolto. Questo accade soprattutto nel settore privato, dove il 35% degli occupati dichiara di non utilizzare le proprie conoscenze nel lavoro. Inoltre, l'80% dei lavoratori sente la necessità di accrescere il proprio curriculum formativo.
Quanto alle tipologie dei contratti, dall’indagine arriva la conferma che donne e giovani sono quelli che pagano sempre pegno. Il 29,1 per cento delle lavoratrici ha un contratto di lavoro atipico (rispetto al 23,3% degli uomini e al 25,1% della media generale). Così come sono atipici il 66,9% degli “under 24” e il 37,4 per cento di coloro che hanno tra 25 e 34 anni. Sono soprattutto gli specialisti a elevata professionalità a rimanere ingabbiati in forme contrattuali di lavoro non standard (il 60,1%).
È soprattutto per le nuove generazioni di lavoratori che sembra ormai tramontata la possibilità di svolgere per tutta la vita lo stesso lavoro.
Il 24% dei giovani occupati di età compresa tra i 25 e i 34 anni ha cambiato, volente o nolente, da tre a cinque lavori prima di quello attuale. Anche nella fascia 35-44 anni, il 22,4% ha dovuto sperimentare dai 3 ai 5 lavori e il 23,3% almeno due.
Se ce ne era bisogno, si dimostra una volta di più che è finito il mito dell’unico posto di lavoro che accompagna tutta la vita del lavoratore. Tra i giovani si registra una maggiore mobilità da un posto di lavoro all'altro, concentrata soprattutto nelle aree più dinamiche del Paese. Mentre nel Mezzogiorno è più diffusa la tendenza ad avere un secondo lavoro, in particolare tra gli atipici, che risponde all'insicurezza della condizione lavorativa ma che porta a stipendi mediamente più bassi di chi ha un solo lavoro.

Tratta dal Corriere di oggi!
I segreti più gelosi del Giappone hanno cominciato a finire su Internet con il blog di un'aspirante geisha. L'iniziativa viene da Kyoto, la più antica e celebre 'capitale del piacere' di tutto l'Arcipelago ed è di una 'maik', un'apprendista geisha diciottenne di nome Ichimame. Tradizionalmente quella della geisha è l'unica professione che richieda un tirocinio più lungo di quello di un medico, con materie che vanno dalla musica al teatro, dal trucco alla poesia e ai più vari argomenti di conversazione: se è sempre discreta, infatti, la più raffinata delle compagne femminili non può permettersi nessuna lacuna culturale.
È quasi un anno che, con il permesso della sua 'casa da te', Ichimame ha cominciato a tenere un 'diario online', che nelle ultime settimane è salito alla ribalta nazionale con oltre 10.000 visite al giorno. La maiko racconta con entusiasmo del suo percorso formativo, delle impressioni e riflessioni provocate da ogni sua nuova esperienza: la speciale scuola di trucco, per esempio, che si chiama oshiroi e che è assai più complicata della cosmesi di tipo occidentale.
Un debole di Ichimame è poi la gastronomia, con tutta la gamma di dolci e bevande in cui una vera geisha deve essere espertissima. Capitoli a parte sono i tessuti, gli abiti e il portamento, definito in ogni minimo gesto e situazione: se maiko vuol dire 'danzatrice', geisha significa 'artista' e dunque si distingue radicalmente dalle oiran (prostitute di alto bordo) a cominciare dal modo di portare l'obi (la cintura del kimono che viene stretta di dietro invece che davanti come per le più spicce cortigiane).
La popolarità di Ichimame grazie al suo blog, inoltre, ha cominciato a riflettersi su tutto in tutto il 'quartiere dei fiori' dove vive, quello di Kamishichiken, e vi sono negozianti vicini alla sua casa da tè che le hanno chiesto di inserire banner pubblicitari accanto al diario.
Ma la più grossa soddisfazione della maiko è venuta da un'adolescente della prefettura centroccidentale di Ishikawa, che dopo essersi entusiasmata alla lettura del blog, ha deciso anch'essa di avviarsi a diventare una geisha con il nome di Ichiteru. Con ogni probabilità dovrà essere proprio Ichiteru ad assumere l'eredità di Ichimame sul Web quando quest'ultima supererà gli esami finali: infatti, dato che le geishe sono destinate a raccogliere le indiscrezioni dei clienti anche nei momenti di maggiore abbandono, la principale delle loro qualità deve essere proprio la discrezione. Il fenomeno dei blog sta conoscendo una diffusione senza precedenti in Giappone, dove i diari telematici attivi sfiorano ormai i dieci milioni: quello di Ichimame è consultabile al sito http://ichi.dreamblog.jp/.