venerdì, 03 luglio 2009

I MOSTRI DELLE FOGNE

Una ditta di manutenzione di canali di scolo del North Carolina ha filmato queste creature

di Libero News

Una camera automatica di una ditta di manutenzione delle fogne ha scoperto due creature molto strane. Ecco cosa hanno trovato a Raleigh in North Carolina, gli operai della Malphrus Construction. Due esseri gelatinosi e pulsanti, attaccati alle pareti dei canali di scolo della cittadina Usa. Alieni? Esseri modificati geneticamente? Non è dato sapere, ma tra i 2 milioni di persone che hanno visto il video, c'è chi minimizza e parla di Briozoi.
Io non so che dire...saranno stronzi di fogna?
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mercoledì, 01 luglio 2009

malori
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palabra
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lunedì, 15 giugno 2009

blog

NON LAMENTARSI CONVIENE - da LIBERO

«Se una cosa non vi piace, cambiatela. Se non potete cambiarla, cambiate il vostro atteggiamento. Non lamentatevi». Parola di Maya Angelou.

Sembra impossibile, eppure dopo l’uscita del libro Io non mi lamento, come smettere di lamentarsi e migliorarsi la vita di Will Bowen (edito da Mondadori 14 euro) ben sei milioni di persone si stanno impegnando con disciplina in un’impresa difficilissima: restare zitti anche quando tutto sembra perduto. Niente brontolii, critiche, né pettegolezzi. Anche perché non sempre le lamentele scaturiscono da esperienze così dolorose o insopportabili, dice l’autore. L’essere umano somiglia piuttosto ai personaggi della canzone di Joe Walsh, il chitarrista degli Eagles, Life’s Been Good: non abbiamo alcun motivo per lamentarci, ma spesso lo facciamo lo stesso. Brontolare è una reazione meccanica, un riflesso condizionato, un’abitudine. Protestare a proposito del tempo, della moglie, del lavoro, della salute, degli amici, della situazione economica, degli altri automobilisti è una consuetudine che si mette in moto decine e decine di volte al giorno. Le parole escono dalla bocca. Si protesta molto più di quanto non lo si faccia col pensiero. Per usare le parole di Lily Tomlin: «L’uomo ha inventato il linguaggio per soddisfare il suo profondo bisogno di lamentarsi».

Lamentarsi è più una necessità psicologica che un’azione finalizzata a un obiettivo. Will Bower, pastore della Christ Church Unity di Kansas City, spiega come sia più facile ottenere quello che si desidera semplicemente chiedendolo.

Non è così automatico, naturalmente, i meccanismi della mente umana sono complessi. Vero è che l’insoddisfazione è il primo passo verso il progresso. Ma se si resta ancorati al malcontento non ci si spinge mai verso scenari migliori. I grandi leader degli Stati Uniti hanno permesso all’insoddisfazione di condurli verso grandi ideali, e la loro passione per questi ideali ha smosso Il Paese. Il loro implacabile sforzo per attuare la trasformazione è stato ottimamente sintetizzato da Robert Kennedy: «C’è chi guarda alle cose così come sono e si chiede “perché”. Io sogno di cose che non ci sono mai state e mi chiedo: “perché no”».

Il pensiero positivo attira positività. Anche l’uso di alcuni termini - come opportunità invece di problema, sfida al posto di contrattempo richiesta e non lamentela - sono un modo per mettere in circolo energie positive. Più banalmente, una personalità ottimista vive meglio. Diminuendo i brontolii, diminuiscono anche le preoccupazioni, svanisce quell’apprensione ossessiva di vedere tutto nero; migliorano i rapporti con gli altri, la famiglia, i colleghi, i superiori. Tutto diventa più vivibile, persino il lavoro ci guadagna.

Impossibile non ricordare la teoria opposta degli accademici che da anni sostengono quanto faccia bene esternare il malessere, l’insoddisfazione, l’insofferenza, l’inquietudine. Tenersi tutto dentro fa male allo spirito e al fisico. Altro che stress. Che dire. Negli Stati Uniti, Bowen ha trovato terreno fertile, ha già sei milioni di “adepti”. «Il mio obiettivo è di incoraggiare i capi di Stato in ogni parte del mondo a proclamare una volta l’anno un giorno “libero da lamentele”», dice Bowen. «In Usa e in Canada mi piacerebbe far cadere questa data alla vigilia del Giorno del Ringraziamento». Però.

Intanto suggerisce di indossare il braccialetto color viola con la scritta “Io non mi lamento” (si trova in libreria o sul sito www.acomplaintfreeworld.org) e di iniziare la sfida. Ma si può provare anche con un elastico o un sassolino da mettere in tasca. L’importante è stare tre settimane senza lamentarsi. Ogni volta che si cade nella tentazione della lagna, si cambia polso al braccialetto e si ricomincia a contare i giorni da capo. E si aspetta il miracolo.

postato da: martyna25 alle ore 10:53 | link | commenti (4)
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mercoledì, 10 giugno 2009

75 anni fa, il 9 giugno 1934, Paperino faceva il suo debutto nel mondo dei cartoni animati con il cortometraggio La gallinella saggia.

La storia è quella di una gallina che, dovendo fare la semina e la raccolta del grano, chiede aiuto ai vicini di casa Paperino e Meo Porcello. I due scansafatiche rifiutano continuamente, dicendo di avere un fortissimo mal di pancia. La gallina li scopre e, per punizione, farà loro un brutto scherzo.

Il look di Paperino in questo primo cartone animato è molto diverso da quello di oggi, ma il personaggio Disney fin dall’inizio dimostra di che stoffa è fatto: pigro, combinaguai e… simpaticissimo!

 

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martedì, 02 giugno 2009

martaHo 30 anni.
Trent'anni.
Mica pochi. Mi sono svegliata il giorno del mio compleanno che mi sentivo esattamente come il giorno prima, ma con un timido entusiasmo che ho tenuto dentro me. L'entusiasmo di chi si sente pronta alla vita, e a tutto ciò che di bello mi può regalare.
Sono contenta di come sono cresciuta, mi sento una bella persona. E poi il numero 30 mi è sempre piaciuto.

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venerdì, 22 maggio 2009

Immagine1...E SI PARTE x FORMENTERA!

(e si ritorna più vecchie...)

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lunedì, 18 maggio 2009

lucciole

CONSERVIAMO ENERGIA PER AMORE

di Gianumberto Accinelli

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Chi di noi non ha mai trovato enormi difficoltà ad esternare il sentimento che sta provando per la persona, con cui pure vorrebbe stringere un legame d’amore? Chi tra noi non ha mai cercato impercettibili segnali allusivi in gesti apparentemente insignificanti dalla persona in questione? Chi di noi non è mai caduto nello sconforto per aver valutato alla stregua di un diniego uno di questi gesti? E chi tra noi non si è mai sentito trasportare sulle stelle quando gli è parso di intendere qualcuno di questi gesti come il segno di un amore finalmente ricambiato? E chi tra noi non è sprofondato quando si è reso conto di aver clamorosamente frainteso il significato di questi segnali?

Sembra, insomma, che per la nostra specie la decodificazione del sistema di comunicazione che avviene attraverso le emozioni sia un’impresa difficile, più spesso condannata al fallimento,. L’Homo sapiens sapiens è a tutti gli effetti l’essere più evoluto, più intelligente, più spavaldo del nostro pianeta eppure, quando si tratta di esprimere i sentimenti, diventa improvvisamente vulnerabile. È come se il suo forbito linguaggio, che pur lo distingue dagli altri animali, tornasse ad essere un insieme involuto di sonorità gutturali, quali dovevano essere quelle emesse dai nostri antenati nelle antiche savane d’Africa (da cui proviene la nostra specie).

Molti insetti hanno risolto brillantemente il problema dell’incontro tra i sessi e lo hanno decisamente semplificato pur mantenendo il giusto romanticismo. Pensate che le femmine di farfalla, soprattutto quelle notturne, sono in grado di emettere nell’ambiente un magico aroma, chiamato feromone sessuale, in grado di far innamorare migliaia di maschi in una area di diversi chilometri. I maschi, quando percepiscono anche singole molecole di questa alchemica sostanza, perdono completamente la testa, smettono di occuparsi delle loro faccende (svolazzare attorno ad una luce o suggere dei liquidi) e si precipitano verso la fonte profumata. Il primo che arriva avrà la meglio e si potrà accoppiare con la femmina. Al contrario di quello che succede nella nostra specie, la manifestazione dell’amore non conosce fraintendimenti o interpretazioni sbagliate; nel loro caso l’amore non si affida ad ambigui gesti

ma assume la precisa forma di una sostanza profumata e potentissima.

Però i campioni e i più eleganti “manifestanti” d’amore del regno animale sono sicuramente le lucciole che in maggio illuminano d’immenso i prati e i boschi con il loro splendente andirivieni. Al pari del fatato profumo emesso dalle femmine delle farfalle notturne, anche la luce delle lucciole significa una sola cosa: amore.

Vediamo più da vicino come funziona questo meccanismo. Le lucciole che osserviamo svolazzare ed illuminare i sottoboschi altro non sono che maschi innamorati in cerca di una femmina. Le femmine non hanno le ali e vengono dette neoteniche in quanto non assumono mai le sembianze di un adulto: rimangono larve, anche se sessualmente mature. Non diventando adulte non sviluppano mai le ali (prerogativa degli adulti) e al posto di svolazzare vanno a fare sei passi (gli insetti hanno sei piedi) per i prati. Quando sopraggiunge il crepuscolo e nella terra scendono le tenebre, le lucciole femmine decidono che è giunta l’ora di cercare il loro principe azzurro. Si arrampicano sopra un filo d’erba e iniziano ad emettere il famoso flebile luccichio intermittente dall’addome.

Quando tutto si spegne, quando la terra si fa scura e il cielo diventa di colore blu cobalto, allora anche nei maschi delle lucciole si infiamma un sentimento romantico ed essi svolazzano alla ricerca delle loro principesse bambine. Al pari delle loro compagne anche i maschi manifestano la loro dolce emozione accendendo il cuore e la parte distale dell’addome con una luce intermittente. E quando un maschio sorvolando un prato intravede su un filo d’erba una luce con la medesima pulsazione allora il gioco è fatto, l’alchimia dell’amore sarà nuovamente comparsa su questa terra e il mistero della vita verrà tramandato. Il maschio ha infatti riconosciuto, grazie alla particolare intermittenza della luce, una femmina della medesima specie, è sceso e dopo alcuni giorni dalle esternazioni amorose, la femmina deporrà numerose uova da cui sgusceranno tante larvette affamate.

Questa progenie non si comporterà da figli dell’amore e non manifesterà alcun sentimento poetico: le larve delle lucciole sono infatti dei voracissimi predatori di lumache e chiocciole che attaccano in gruppo sbranandone diversi esemplari. Ed è per questo motivo che le lucciole sono molto abbondanti nei luoghi ricchi di calcare. Il calcare infatti è una sostanza essenziale per costruire la conchiglia della chiocciola e quindi questi luoghi abbondano di tali molluschi. Dove ci sono le prede ci sono anche i predatori ed ecco spiegato il ricco sfarfallio luminoso sopra i prati ricchi di calcare.

Dopo aver sbranato diversi molluschi e dopo essere diventati adulti, le lucciole si redimono cambiando dieta (gli adulti si nutrono di nettare dei fiori) e facendosi pervadere da un dolce sentimento in virtù del quale hanno messo a punto il sistema energetico più efficiente sulla terra. Pensate che il processo chimico che avviene per produrre la luce dissipa solo il 2% in calore. In una normale lampadina ad incandescenza circa il 90% dell’energia utilizzata viene dissipata in calore e solo il 10% diventa effettivamente luce.

Una grande efficienza per una grande messaggio.

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giovedì, 14 maggio 2009

arkitip0
postato da: martyna25 alle ore 09:23 | link | commenti (1)
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lewhif

Sembra assurdo e sicuramente un’idea che viene da un altro mondo, ma questo prodotto esiste davvero e possiamo acquistarlo. Si tratta di Le Whif, delle “barrette” di cioccolato che non si mangiano, ma si inalano direttamente.

L’inventore di questo curioso prodotto è David Edwards, insegnante nella prestigiosa università di Harward. Il nome Le Whif deriva dal verbo To whiff, che in inglese significa soffio, boccata.

Il prodotto somiglia infatti a una sorta di piccolo sigaro da cui noi possiamo inalare il nostro cioccolato. I gusti disponibili sono ben quattro, cioccolato alla menta, al lampone, al mango e fondente. Il prezzo di questo prodotto è di € 9.95 per un pacco di sei “inalatori”.

E non si ingrassa! ....(ma che gusto c'è?)

via designerblog.it

postato da: martyna25 alle ore 08:58 | link | commenti (3)
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